InspiringPR 2015 Venezia | Se sei Mano non essere Dito (medio): #peoplebranding

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InspiringPR - 2015 - PeopleBranding

L’intervento di Cristiano Nordio, uno dei fondatori di FrogMarketing, ad InspiringPR è iniziato parlando di mano e dita ed è finito raccontandoci che quando parliamo di relazioni bisogna guardare lontano, che ascoltare significa provare emozioni e che la mano è più della somma di cinque dita e serve per fare cose ambiziose. Ma andiamo con ordine, partiamo dall’abstract!

InspiringPR - 2015 - PeopleBranding

Dito o Mano?

Tu prendi la Nutella e immergi un dito. Un solo dito. Usa il medio Non aver paura di fare brutte figure. Alza la mano con le altre dita a pugno. Adesso stai così. Alla meglio cade qualcosa sulle altre dita. Un dito, un 30gr di Nutella.

Tu prendi la Nutella e immergi la mano. Grande o piccolo che sia il vasetto ne tiri su di più. Apri la mano. Le dita sono divise ma unite.

Cristiano Nordio - PeopleBranding

C’è chi è dito medio, c’è chi è mano. Non diciamo se è giusto o sbagliato. Solo che se sei mano e le uniche indicazioni che trovi in giro ti spingono ad essere dito medio è un po’ dura. Alla fine il dito medio vince e, questa, è la storia che mi e ci hanno sempre raccontato. Insomma, ma siamo proprio sicuri che o sei il medio o stai guardare? Che poi si chiama Medio mica Vittorio quindi non so quanto sia il Massimo.

Cervelli in fuga. Freelance sull’orlo di una crisi da INPS. 50enni esodati. Tra di loro c’è una specie che si muove ma è invisibile. Invisibile perché diversa, così diversa che non sa dove trovarsi. È cambiato tutto per la generazione dei 40enni e 30enni di oggi, e cambierà ancora. Ma rimaniamo a noi in quel guado che va dai 49 ai 29. Vent’anni in cui noi professionisti siamo diventati freelance e abbiamo sentito la parola partnership e anche la parola reti. Eh alzi la mano chi non si è mai sentito come Pinocchio con il gatto e la volpe? Detto in altre parole: essere mano è tanto naturale quanto difficile perché veniamo dalla cultura del dito Medio che crede di essere Massimo.

People Branding, perchè People?

Il People Branding inizia qui. O sei mano o sei dito. Se sei mano puoi fare outing. Si tratta solo di capire come essere Mano, incontrare altre Mani ed essere felici. Te lo anticipo: servono regole ma non bastano; serve internet ma non è sufficiente; servono valori e visioni ma non troppi; serve comunicare e ascoltare e non è mai a sufficienza. Se sei dito sogni confini e divisioni; sogni di parlare tanto e ascoltare poco; sogni occhi che ti guardano e orecchi che ti ascoltano. Ma se sei mano cerchi collaborazione, cerchi coesione, cerchi unità di intenti, cerchi un dialogo continuo perché sai che essere mano è un equilibrio fatto di dita, di indipendenza e comunione, condivisione e opposizione.

Il People Branding è Uomo, è Relazione, è Evoluzione, è Identità, è Storia, è Gioco, è Creatività. Non esiste uomo senza una storia e senza relazioni. Non esiste evoluzione senza gioco e creatività. Il People Branding inizia, dove il sogno non è più quello dell’uomo solo al comando. Il sogno non è più solo l’impresa. Il sogno non è più il personal branding. Il sogno è essere relazioni. Suona strano. Ma il sogno è essere relazioni di valore. Questo non chiarisce, lo so: potremmo dire che il sogno è fare rete come nuovo modello organizzativo alternativo al singolo e all’azienda partendo dai propri valori e dal proprio mondo. Il People Branding finisce nel futuro.

24 gomitoli per una partnership non possono bastare

A breve uscirà nel nostro blog anche un racconto dettagliato nell’intervento nel frattempo speriamo di avervi incuriosito e se ancora non lo abbiamo fatto vi lasciamo con questa foto e un dubbio: a cosa saranno serviti tutti questi gomitoli?

Partnership - Reti - PeopleBranding

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