The end is over. Nasce la Repubblica delle Rane

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L’asteroide Toutatis è passato il 12 dicembre a 6,9 milioni di chilometri da noi, ci ha salutati ma non ce ne siamo neanche accorti. Che cafoni! E pensare che poteva essere l’ambasciatore della fine. Già perché mancano solo poche ore a quella data fatidica di cui il Mondo parla da anni e che molti attenderanno nei luoghi salvifici che sono stati identificati: Sirince in Turchia, la Valle d’Itria e Spinello in Italia, Bugarach in Francia e San Pedro Sula in Honduras. Ora ho capito, si tratta di un evento sponsorizzato dalle agenzie di viaggio… Scherzi a parte, certi che il mondo non finirà, e consapevoli che quella di cui parlano i Maya non sia una fine quanto piuttosto un cambiamento epocale, un nuovo inizio, attiviamoci per renderlo positivo.

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Pensiamo a quello che abbiamo, quello che vorremmo, ciò che non va e ciò a cui non potremmo rinunciare. E anche a cosa siamo disposti a fare per migliorare. Coalizziamoci. Rendiamo questo evento, di per sé mediatico e privo di fondamenti scientifici, un spunto per agire dei cambiamenti effettivi, in noi stessi e nel nostro mondo.

Se cambiamento deve essere, che sia, ma non possiamo pensare che sopraggiunga grazie all’allineamento dei pianeti – pare che domani Saturno, Marte e Giove si troveranno sulla stessa direttrice –  e nemmeno da un intervento divino, gli attori del cambiamento dovremo essere noi!

Lasciamo stare i Maya, pensiamo a noi. Pensiamo all’arca di Noè: se anche domani ci fosse la fine del mondo, qualcosa bisogna pur salvare. La questione qui però non è cosa  portare e cosa lasciare, ma perché farvi salire! Miei cari sull’Arca di Noé sale chi decide Noè e non chi volete voi.

La scelta di Noè, come insegna la Bibbia, è una scelta di amore, di pace, di prospettiva. Sull’Arca non ci sono ruoli, non ci sono gerarchie, tutto si basa solo sulla tua faccia e su quello che ci racconti con le parole a cui devono seguire i fatti.

L’Arca traghetterà verso un nuovo Mondo, una repubblica nuova.

Il cambiamento parte dal pensiero, dalle idee, da un diverso modo di guardare la realtà e di interagire con essa.

Una sintonia che i Froggers hanno colto e sviluppato nel manifesto:

“…Perché riflettere ci aiuta a capire e riflettere con altri ci arrichisce
Perché un racconto condiviso genera valore; un racconto partecipato, da Froggers e non, genera creatività…”

Anche 4marketing è una piccola Arca, dove:

“…Non serve essere specialisti ma persone curiose che vivono il mondo fluido
perché è il mondo di tutti, che non si spaventano perché cercano di capire, persone
che hanno imparato a respirare nell’acqua e nell’aria, perché due possibilità sono già una strategia…”

Il 2012 è stato un anno complesso, segnato da molti eventi negativi e qualche apertura, tante in rete, circa 1,2 trilioni di click. È un classico, a fine anno ci si crogiola nello sfogliare i numeri speciali dei giornali, quei fascicoli che ti raccontano l’anno trascorso in una manciata di foto assortite, dal gossip alla fame nel mondo, e ci si stupisce di quanto si è già dimenticato.

Ma tutto non si può raccontare, quindi fare una scelta è già un’indicazione di percorso. Tutto non si può ricordare, quindi la nostra memoria è già un’indicazione di chi siamo.

C’è stato un terremoto, ci siamo svegliati per il movimento del letto e abbiamo seguito gli infiniti giorni successivi. A distanza sembra che ne siamo usciti meglio che all’Aquila. Perché? Non siamo nello stesso paese? o non è la stessa politica?

C’è stata una nave enorme incagliata poco distante da terra. Prima di sapere che ci fossero delle vittime, sembrava una scena surreale, come se avessimo fatto male i conti con il freno a mano, guidando per la prima volta la macchina di papà. Noi a vent’anni saremmo scappati come dei furbastri? O furbastri ci fanno diventare da adulti?

C’è stata l’altalena continua dei mercati, e dello spread, la sensazione a volte di affondare e pensare: “Ma davvero siamo messi così male?”. Ma poi una cena con gli amici, un weekend rilassante, qualche piccola soddisfazione e subito l’altra sensazione, quella di farcela ancora una volta. Forse siamo furbi e sciocchi allo stesso tempo.

C’è stato il funerale di Lucio Dalla, il funerale di un omosessuale con il compagno che può parlare liberamente, un bel gesto… O no? Era Lucio troppo importante nella sua Bologna o è stato davvero un segno di come in tutte le comunità c’è sempre qualcuno che salta le regole e segna un punto in favore dell’evoluzione?

Forse qualcuno però stringeva i pugni.

C’è stato il fenomeno Zalando. Una pubblicità semplice ed efficace: le donne si riconoscono e gli uomini le riconoscono. Zalando, e il web, hanno fatto capolino di qua nel vecchio mondo del divano e nello sguardo ebete che guarda e basta. Perché di là, nell’altro mondo, invece si decide, si clicca, si sposta, si chiude, si dragga e si droppa, si guarda e ci sono mille finestre.

C’è quest’avventura di Frogmarketing e 4marketing. A noi, cresciuti con la televisione pomeridiana di Berlusconi, il Commodore 64 e le cassette di Vasco, ci è sembrata una roba pazzesca; nonostante telefonassimo ai/alle fidanzati/e con un telefono grigio e massiccio, visitare il sito della NASA, anche senza capirci granché, ci è sembrato una cosa da film. In quest’avventura ci troviamo a nostro agio, questa avventura è la nostra Arca, dove per essere salvati non basta essere diversi, non è il circo. Non occorre essere più bravi. Non serve nemmeno essere raccomandati. Non basta essere unici. Bisogna semplicemente farsi amare, bisogna parlare con tante persone, senza secondi fini, bisogna fare stare bene. Sulla nostra Arca salirà chi ha una risposta unica alla domanda “perché?” ed è disposto a mettersi in gioco con gli altri.

Alt un attimo, siamo agli sgoccioli, ma ci sembra proprio che quest’Arca non sia solo un’Arca, quest’Arca è una voce, una pluralità di voci che vogliono essere ascoltate e lette: lette su “La Repubblica delle Rane”. Il giornale verde, il giornale del nuovo mondo; è già ora di stappare una bottiglia e ricominciare.

Il 21 dicembre è già qui. E oggi nasce La Repubblica delle Rane.

Direi già un buon segnale di cambiamento.

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