Pianificazione strategica e di marketing

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strategia Una strategia deve contenere elementi distintivi e caratteristici in grado di attirare i clienti e generare un vantaggio competitivo. Inoltre, per avere maggiori possibilità di successo, deve essere fondata su iniziative, manovre competitive e approcci di business finalizzati a creare un richiamo per gli acquirenti che distingua l’impresa dai concorrenti e gli consenta di ricavare una propria posizione di mercato.

In uno scenario competitivo che ha visto la rivoluzione informatica e delle comunicazioni digitali, l’estendersi dei mercati su scala mondiale, l’accelerazione dei tempi di cambiamento e l’affermarsi della conoscenza come nuovo fattore di produzione (determinante ai fini del vantaggio competitivo), la concorrenza tende sempre più ad ampliarsi comprendendo realtà geograficamente e culturalmente molto distanti. Per eccellere occorre essere proattivi e creare innovazione.

Il problema è che stiamo navigando a vista. Alcune ricerche ci dicono che oggi “l’85% delle aziende spende meno di un’ora al mese per discutere la strategia e che il 90% delle aziende non riesce ad attuare la strategia pianificata.” Anche nel management tutto sta cambiando in poco tempo. L’attuale transizione in corso si traduce in una grande confusione dei punti di riferimento e dei metri di misura. La conoscenza sul management non può essere auto-referente; regole e metodi devono evolversi risultando azionabili e applicabili in questo nuovo scenario.

La produzione di valore deriva oggi dall’interazione tra plurime e diverse imprese e persone ed è sempre più condizionata dalla presenza di specifici asset intangibili come la conoscenza, le competenze, la proprietà intellettuale, il marchio, e la qualità del tessuto relazionale dell’impresa con consumatori, clienti e fornitori, difficilmente rinvenibili esclusivamente al proprio interno o in singoli individui.

In questo processo di smaterializzazione, i valori, l’identità e il brand hanno assunto un ruolo significativo e diverso, non più solo comunicativo. La loro funzione si è estesa fino a divenire un luogo in cui impresa e consumatore s’incontrano e interagiscono e l’immateriale è sperimentato e co-costruito per essere tradotto in valore reale.

Ciò significa che la strategia e il marketing devono rileggersi e sapersi mettere in gioco, orientandosi alla creazione di questi luoghi di ascolto, condivisione e identificazione partendo dalla storia e dall’esperienza vera dell’azienda e delle persone che la vivono e che la compongono, guardando al mercato in un’ottica diversa, come ad un luogo in cui la conversazione tra persone influisce ormai in più di un acquisto su due.

Il mercato e la strategia. Di essere sé stessi.

  Ti trovi in una metropolitana all’ora di punta. C’è molta confusione. Non ti orienti, ma sai che devi trovare un modo per mettere ordine, riuscire a farti vedere, ma urlando perdi la voce, fermando le persone vieni spinto di qua e di là.

Cosa fare?

Ti accorgi che davanti a te, in mezzo al movimento, c’è una persona immobile che osserva.

Ti sorride. Un sorriso caldo, aperto, solare. È una persona a cui affidarsi.

Non so cosa più cosa fare. gli dici

Torna a te, chi sei?

Gli rispondi pronunciando il tuo nome e lui di rimando

Chi sei tu, non il tuo nome

Non rispondi, è una domanda difficile lo so.

Lui, appoggiandoti una mano sulla spalla, ti confida

Solo se sai davvero chi sei, quali valori porti con te, puoi mettere in atto una strategia per affrontare tutto.

“Si, ma anche se capisco chi sono io, non capisco più cosa sta succedendo!”

“Tu inizia da li. Vedrai che saranno in molti a riconoscersi nel tuo modo di essere. E poi ascolta. Se non sai le risposte, scendi per strada e chiedi. Le persone ti stupiranno.”